Giovedì mattina, 9 Novembre 2016, mi sono svegliato prima del solito per sapere come sarebbe cambiato il mondo.

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Trump? Davvero Trump?

Ci ho messo un paio di minuti per convincermi che era tutto vero anche se in fondo già dalla sera, nella lunga maratona di news e contro news, qualche idea era già iniziata a farsi insistente.

Mi sono preso il resto della giornata per leggere tutto lo smacco, lo stupore e le previsioni economiche/mondiali che sarebbero conseguite.

Sinceramente? Mi sono divertito abbastanza.

In serata infine ho iniziato a farmi la domanda che mi interessa davvero:

“Trump? Davvero Trump? Che succede adesso ai nostri soldi?”

Adesso crolla tutto.

In tempi recenti, Eric Zitzewist un professore di Economia al Dartmouth College, aveva predetto che una vittoria di Trump sarebbe costata un dieci per cento, un 10% di calo dei mercati globali.

Ed in effetti i mercati, subito dopo l’elezione, hanno reagito negativamente e qualcuno pensava di averla davvero azzeccata.

Anzi no

Con il passare delle ore tuttavia la situazione è cambiata.

E soprattutto i mercati hanno iniziato a reagire. Il calo a ridursi; gli economisti a rivedere le previsioni alcune addirittura al rialzo.

Cosa è successo?

E’ probabile, come scrive Jill Schlesinger, che la lezione Brexit sia stata compresa.

Anche in quel caso le scorte degli Stati Uniti erano diminuite del 5% e con il passare dei giorni, invece, avevano recuperato terreno e raggiunto nuovi massimi.

In altre parole è stata una doccia fredda, i mercati avrebbero preso meglio la continuità di Clinton ma ci si riprende.

Come riporta il Fatto Quotidiano, inoltre, ci sono almeno due segnali rassicuranti.

  • Statistiche alla mano, si può dire che in meno del 50% dei casi l’andamento degli indici di Borsa nel giorno successivo all’elezione del presidente degli Stati Uniti è stato rappresentativo del trend imboccato da Wall Street nei 12 mesi successivi.
  • E occorre anche sottolineare che la vittoria di Trump è una vittoria piena: oltre alla presidenza i repubblicani mantengono la maggioranza alla Camera e conquistano il Senato. In queste condizioni il sostegno alle sue politiche è assicurato, al netto dei problemi di bilancio e dei dissensi in seno al partito. Una situazione opposta a quella che verosimilmente avrebbe incontrato la Clinton se fosse stata eletta.

Cosa succede se ad una cosa imprevedibile aggiungi una persona imprevedibile?

Il tempo racconterà la storia giusta, in questo momento tutto è condito da incertezza ed imprevedibilità.

Proprio quell’imprevedibilità che è stata dirompente, così sembra, in campagna elettorale, si traduce in un grosso rischio sui mercati; già belli imprevedibili per definizione.

Ci sono alcuni punti che nel bene o nel male potrebbero influenzare il mondo, i mercati ed i tuoi soldi.

  • Il taglio alle spese federali promesso da Trump
  • La politica sull’immigrazione (realisticamente non tutto fattibile o sarebbe davvero un crollo di proporzioni cosmiche)
  • Le relazioni internazionali.

Staremo a vedere cosa succede (se succede).

La ricetta per l’investimento perfetto ( a prova di Trump)

La cosa più importante in questa storia però non si impara, si ricorda.

Fa parte della cultura finanziaria e della natura stessa degli investimenti.

Mi è piaciuta una frase di Rob Berger in un post apparso ieri su Forbes:

“Per essere chiari, predire i movimenti futuri del mercato azionario non ha posto in un piano di investimento.”

In fondo è quello che penso e scrivo io da tempo. A meno che tu non sia Warren Buffet una strategia di diversificazione è l’unica strada logica e redditizia che puoi seguire.

E se vince Trump? Uguale.

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