Un prelievo da 50 euro può costare nulla oppure aggiungere 1, 2 euro e, all’estero, anche una percentuale per il cambio. Le commissioni per il prelievo al bancomat dipendono dalla carta, dalla banca proprietaria dell’ATM, dal contratto del conto e dalla valuta utilizzata. In questa guida chiarisco quanto si può pagare, come controllare il costo prima di confermare l’operazione e quali abitudini aiutano davvero a ridurre le spese.
Il costo del prelievo dipende soprattutto da carta, ATM e valuta
- ATM della propria banca: spesso il prelievo è gratuito, ma bisogna verificare il contratto.
- ATM di un’altra banca: in Italia il costo può essere nullo, fisso oppure incluso solo per un numero limitato di operazioni.
- Importi indicativi: nelle offerte consultabili si incontrano commissioni da 0 a circa 2 euro per operazione.
- Estero in euro: la banca deve applicare la stessa tariffa prevista per un’operazione equivalente nazionale, mentre l’ATM può mostrare un eventuale supplemento.
- Valuta diversa dall’euro: possono aggiungersi cambio, commissione percentuale e costo del gestore locale.

Quanto si paga davvero per un prelievo
Non esiste una commissione unica valida per tutte le banche italiane. Il prezzo può essere 0 euro presso gli ATM del proprio istituto, mentre per una banca diversa può arrivare a 1 o 2 euro. Alcuni conti includono un certo numero di prelievi gratuiti ogni mese, altri applicano sempre la stessa tariffa.
| Situazione | Costo possibile | Cosa controllare |
|---|---|---|
| ATM della propria banca | Spesso 0 euro | Condizioni della carta e del conto |
| ATM di un’altra banca in Italia | Da 0 a circa 2 euro negli esempi più comuni | Commissione per singola operazione e prelievi inclusi |
| ATM all’estero in euro | Come il prelievo nazionale equivalente, salvo costi del gestore | Tariffa della banca e avviso mostrato sullo schermo |
| ATM in valuta diversa dall’euro | Quota fissa, percentuale e cambio variabile | Metodo di conversione e commissione valutaria |
Un dato spesso frainteso riguarda la commissione interbancaria. Dal 1° luglio 2025, BANCOMAT indica un valore massimo di 0,47 euro per il prelievo in circolarità, cioè quando carta e ATM appartengono a istituti diversi. Questa cifra riguarda il rapporto tra gli intermediari e non rappresenta automaticamente il limite pagato dal cliente.
Per esempio, un conto può prevedere 1 euro per ogni prelievo presso un’altra banca, mentre un altro può azzerare il costo. Ho imparato a non giudicare una carta dalla sola scritta “prelievi gratuiti”, perché spesso quella promessa vale soltanto per gli ATM del gruppo o entro un numero mensile preciso.
La differenza tra ATM della tua banca e ATM di un altro istituto
Il caso più semplice è il prelievo presso lo sportello automatico della banca che ha emesso la carta. Qui il costo è spesso incluso nel conto o nella carta di debito, ma non va dato per scontato: conta sempre il foglio informativo aggiornato.
Quando utilizzi un ATM di un’altra banca, entrano in gioco due soggetti. La tua banca può applicare la tariffa prevista dal contratto, mentre il gestore dello sportello può mostrare un costo aggiuntivo prima dell’autorizzazione. Se l’importo non ti convince, puoi annullare l’operazione senza completare il prelievo.
Le offerte non sono tutte uguali
Alcune carte prevedono prelievi gratuiti illimitati, altre offrono soltanto i primi 5 o 10 del mese senza costi. Esistono anche condizioni legate all’importo: BBVA, per esempio, pubblicizza prelievi gratuiti presso ATM dell’area euro a partire da 100 euro, mentre per importi inferiori possono valere regole diverse.
Anche Poste Italiane applica condizioni specifiche: con la carta di debito Postepay il prelievo è gratuito presso gli ATM Postamat, mentre presso un ATM bancario in euro è indicato un costo di 1,75 euro, salvo le condizioni della carta Premium o eventuali promozioni. Questi esempi fanno capire perché il nome della banca, da solo, non basta per prevedere la spesa.
Come controllare il costo prima di confermare
Il modo più affidabile per sapere quanto spenderai è leggere la voce dedicata ai prelievi nel foglio informativo della carta o del conto. Cerca espressioni come “prelievo ATM stessa banca”, “prelievo ATM altra banca”, “prelievo in area euro” e “prelievo in valuta estera”.
Prima di scegliere un conto, io controllo almeno quattro elementi:
- la commissione presso ATM della propria banca;
- il costo presso ATM di altri istituti;
- il numero di operazioni gratuite incluse ogni mese;
- il limite giornaliero e mensile di prelievo.
Alcune app mostrano il costo direttamente nella sezione della carta, ma non sempre distinguono bene tra tariffa della banca e supplemento del gestore ATM. Per questo verifico anche la schermata finale dello sportello. Se compare una commissione inattesa, non inserisco il PIN per confermare: cerco un altro ATM o scelgo un importo diverso solo se le condizioni lo rendono conveniente.
Un errore frequente consiste nel prelevare più volte piccole somme. Quattro operazioni da 1 euro costano 4 euro, mentre un solo prelievo da importo maggiore può costare la stessa cifra una sola volta. Naturalmente non bisogna prelevare contanti inutili, ma quando la commissione è fissa conviene pianificare meglio le uscite.
Prelievi all’estero e cambio valuta
In un altro Paese dell’Unione europea, se prelevi euro, la banca deve applicare la stessa commissione prevista per un’operazione nazionale equivalente. Questo non significa però che ogni ATM sia gratuito: il gestore locale può indicare un supplemento separato, che deve essere comunicato prima della conferma.
Fuori dall’area euro il calcolo diventa più complesso. Potresti pagare una quota fissa della banca, una percentuale per il cambio e un ulteriore costo richiesto dall’ATM locale. Un prelievo equivalente a 100 euro può quindi diventare sensibilmente più costoso, soprattutto se scegli un importo basso e la commissione fissa pesa molto sul totale.
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La scelta della valuta sullo schermo
Quando il bancomat estero propone di addebitare l’operazione in euro oppure nella valuta locale, la prima opzione è spesso la conversione dinamica della valuta. In questo caso è l’ATM a proporre il cambio, che può essere meno conveniente di quello applicato dalla banca o dal circuito della carta.
Di norma preferisco visualizzare l’importo nella valuta locale e lasciare la conversione alla banca, ma controllo sempre le condizioni della carta. Non è una regola matematica per ogni prodotto: il confronto va fatto sul tasso indicato, sul costo fisso e sull’eventuale percentuale applicata.
Evito invece di usare la carta di credito per ottenere contanti, salvo emergenze. Il prelievo può essere trattato come anticipo di contante, con commissione percentuale, costo minimo e interessi calcolati secondo il contratto.
Come ridurre le commissioni senza complicarsi la vita
La strategia più efficace parte dalla scelta del conto, non dalla ricerca casuale dell’ATM più vicino. Se prelevi spesso, una differenza di 1 euro per operazione può trasformarsi in 12, 24 o più euro all’anno. In quel caso vale la pena confrontare la tariffa sugli ATM di altre banche, non soltanto il canone mensile.
- Usa, quando possibile, gli ATM della banca o del gruppo che ha emesso la carta.
- Raggruppa i piccoli prelievi se la commissione è fissa.
- Controlla nell’app quanti prelievi gratuiti restano disponibili.
- Evita gli ATM indipendenti in zone turistiche se mostrano supplementi elevati.
- All’estero, confronta sempre il costo totale prima di accettare.
- Non confondere il prelievo gratuito con il pagamento gratuito in negozio: sono voci contrattuali diverse.
Per chi usa poco il contante, anche un conto con commissione leggermente più alta può essere accettabile se offre altri vantaggi. Se invece prelevi ogni settimana, il criterio decisivo diventa il costo reale per operazione, calcolato sul tuo comportamento e non sull’offerta pubblicitaria.
La regola personale per non pagare contanti più del necessario
Prima di scegliere una carta, considero il numero di prelievi che faccio in un mese e moltiplico il costo della singola operazione. È un calcolo semplice, ma spesso rivela che una carta apparentemente economica diventa costosa proprio per chi usa regolarmente il contante.
La verifica finale richiede meno di un minuto: controllo il foglio informativo, guardo i limiti, scelgo l’ATM giusto e leggo l’avviso sullo schermo. Così una spesa piccola, che isolata sembra irrilevante, non finisce per erodere inutilmente il budget destinato a risparmio e investimenti.