Aprire una SRL non significa soltanto pagare il notaio: il conto reale nasce dall’unione di imposte fisse, diritti camerali, vidimazione dei libri, eventuale assistenza professionale e capitale sociale. Io distinguo sempre tra la spesa che esce davvero dal conto corrente e il capitale, che non è un costo ma liquidità che resta nella società. Qui trovi una stima concreta del costo di apertura di una SRL, la differenza rispetto alla SRLS e i costi da mettere in preventivo anche dopo la costituzione.
I numeri da tenere a mente prima di costituire la società
- Per una SRL ordinaria, il budget iniziale realistico parte spesso da 1.800-3.500 euro, escluso il capitale sociale.
- Le voci fisse più ricorrenti sono 200 euro di imposta di registro, 90 euro di diritti di segreteria, 65 euro di bollo e 309,87 euro per la vidimazione dei libri sociali.
- Il capitale sociale può essere anche molto basso, ma sotto i 10.000 euro scattano regole di versamento e di riserva.
- La SRLS abbassa molto l’esborso iniziale, ma è meno flessibile e impone un modello standard.
- La partita IVA per una SRL passa di norma dentro la Comunicazione Unica, non come pratica scollegata.

Quanto costa davvero aprire una SRL nel 2026
Se guardo solo la costituzione, una SRL ordinaria non è una società “economica”, ma nemmeno una macchina mangiasoldi inevitabile. La cifra finale dipende soprattutto da quanto è complesso lo statuto, da quante clausole vuoi inserire e da chi segue la pratica. Le imposte e i diritti sono abbastanza standard; il margine di variabilità sta quasi tutto nell’onorario professionale.
Ecco una stima pratica per orientarsi:
| Voce | Importo indicativo | Nota pratica |
|---|---|---|
| Onorario notarile | 1.000-2.500 euro | Dipende dalla complessità dell’atto, dalla città e dal numero di soci. |
| Imposta di registro | 200 euro | Voce fissa legata alla registrazione dell’atto. |
| Diritti di segreteria | 90 euro | Per l’iscrizione al Registro delle Imprese. |
| Imposta di bollo | 65 euro | Per le società di capitali, nella pratica telematica ordinaria. |
| Vidimazione libri sociali | 309,87 euro | Tassa di concessione governativa per la messa in uso dei libri. |
| PEC, firma digitale e piccole spese tecniche | 20-80 euro | Se non hai già gli strumenti pronti. |
| Totale realistico | 1.800-3.500 euro | Escluso il capitale sociale e senza casi particolari. |
Io leggo sempre quel totale in modo prudente: se la pratica è lineare stai nella parte bassa della forchetta, ma basta aggiungere clausole più articolate, conferimenti non banali o assistenza extra per salire rapidamente. La cosa importante è non confondere la cifra di apertura con la cassa che ti serve per far vivere l’impresa nei primi mesi.
Quando separi queste voci, capisci subito dove puoi risparmiare senza impoverire la struttura societaria. E da lì diventa più semplice distinguere i costi “necessari” da quelli che si possono ottimizzare.
Le voci di spesa che fanno davvero la differenza
Le Camere di Commercio applicano importi abbastanza leggibili: nella pratica societaria base ricorrono spesso 90 euro di diritti di segreteria e 65 euro di bollo per le società di capitali. Il punto, però, è capire cosa fa salire il preventivo oltre queste cifre fisse. Di solito sono quattro fattori a spostare il budget più di tutti:
- La complessità dell’atto costitutivo, perché uno statuto personalizzato richiede più tempo e più attenzione.
- I conferimenti particolari, ad esempio beni in natura, crediti o immobili, che richiedono verifiche aggiuntive.
- L’assistenza professionale, se vuoi un pacchetto completo che includa pratica camerale, partita IVA e impostazione iniziale.
- Gli adempimenti di settore, come SCIA, autorizzazioni sanitarie o requisiti tecnici specifici.
Qui si fa spesso l’errore più costoso: chiedere un preventivo “per aprire una SRL” e fermarsi al numero del notaio. Io non lo farei mai, perché un preventivo corretto deve dirti anche se la pratica include o no vidimazione dei libri, registrazione, registrazione telematica e supporto sulla parte fiscale iniziale.
Se l’attività è semplice, il costo si tiene sotto controllo; se invece stai aprendo una società con più soci, clausole particolari o una logica di crescita già definita, spendere un po’ di più all’inizio può evitare modifiche costose dopo pochi mesi. Questo ci porta al confronto che conta davvero: SRL ordinaria o SRLS.
SRL ordinaria o SRLS quale conviene davvero
Secondo il Consiglio Nazionale del Notariato, la SRL ordinaria può essere costituita anche con capitale inferiore a 10.000 euro, ma sotto quella soglia i conferimenti devono essere in denaro e va accantonata a riserva almeno un quinto degli utili finché il capitale e la riserva non raggiungono 10.000 euro. È un dettaglio che molti sottovalutano, ma incide sulla logica finanziaria della società molto più del solo costo notarile.
| Aspetto | SRL ordinaria | SRLS | Effetto sul budget |
|---|---|---|---|
| Soci ammessi | Persone fisiche e giuridiche | Solo persone fisiche | La SRL ordinaria è più adatta se entrano holding, società o investitori. |
| Statuto | Personalizzabile | Modello standard | La SRLS costa meno, ma lascia meno spazio di manovra. |
| Capitale sociale | Da 1 euro, con regole specifiche sotto i 10.000 euro | Da 1 a 9.999,99 euro, interamente versato in denaro | Il capitale non è la spesa di apertura, ma resta una leva finanziaria reale. |
| Onorario notarile sull’atto | Di norma sì | Assente sul modello standard | È la differenza più evidente sul costo iniziale. |
| Profilo ideale | Progetti con crescita, governance più articolata, soci diversi | Attività semplici, budget stretto, avvio rapido | La SRLS conviene se vuoi partire leggero, non se vuoi cambiare tutto dopo sei mesi. |
La lettura che do io è semplice: se il tuo obiettivo è spendere il meno possibile oggi, la SRLS vince quasi sempre. Se invece vuoi una struttura più elastica, che possa accogliere soci diversi o clausole su misura, la SRL ordinaria costa di più ma ti evita di pagare due volte per sistemare la società più avanti. E questo peso va messo in relazione con gli adempimenti pratici di avvio.
Come si apre partita IVA e Registro Imprese senza fare doppio lavoro
Per una SRL la partita IVA non è una pratica scollegata, ma un passaggio che di solito entra nella Comunicazione Unica insieme a Registro Imprese, INPS e INAIL. In altre parole, non stai aprendo un fascicolo diverso per ogni ufficio: stai coordinando un unico flusso amministrativo. L’Agenzia delle Entrate usa il modello AA7/10 per i soggetti diversi dalle persone fisiche, ma nella pratica quasi tutto passa dalla regia camerale.
- Si firma l’atto costitutivo dal notaio.
- Si registra l’atto e si richiede l’attribuzione dei dati fiscali della società.
- Si invia la Comunicazione Unica per iscrizione al Registro Imprese e adempimenti collegati.
- Se l’attività lo richiede, si presenta la SCIA al Comune competente.
- Se il settore è regolamentato, si aggiungono licenze, autorizzazioni o requisiti specifici.
Qui il risparmio non arriva tanto dalle imposte, quanto dalla buona organizzazione. Una pratica completa e ben preparata evita sospensioni, richieste di integrazione e giornate perse a rincorrere documenti. Inoltre, per le costituzioni semplici oggi esistono anche procedure da remoto con firma digitale e videoconferenza notarile: questo riduce tempi e spostamenti, non le imposte fisse.
Se la tua attività richiede anche una SCIA o un’autorizzazione di settore, il budget iniziale va corretto subito. È meglio saperlo prima che ritrovarsi con una SRL già iscritta ma ancora ferma sul piano operativo.
I costi annuali da mettere nel piano di cassa
Il costo di apertura è solo il primo capitolo. Una SRL comincia davvero a pesare quando entrano i costi ricorrenti, e lì la differenza tra una scelta ragionata e una scelta affrettata si vede subito sul cash flow. Per il 2026, almeno tre voci meritano attenzione fin dal primo anno:
| Voce ricorrente | Importo indicativo | Osservazione utile |
|---|---|---|
| Diritto annuale CCIAA | 120 euro per la sede, 24 euro per ogni unità locale | È dovuto anche dalle società di capitali iscritte al Registro Imprese. |
| Tassa di concessione governativa per i libri sociali | 309,87 euro | Per le società con capitale molto elevato può salire, ma nella maggior parte dei casi resta questo importo. |
| Contabilità e commercialista | 1.500-3.000 euro l’anno | Sale se hai dipendenti, più IVA, più sedi o adempimenti extra. |
| PEC e strumenti digitali | 5-50 euro l’anno | Spesa piccola, ma stabile. |
Se lavori con margini stretti, questi numeri contano più del costo notarile iniziale. Una SRL può essere nata bene e comunque soffrire se il piano di cassa non regge i primi 6-12 mesi. Io terrei sempre un margine operativo separato dal budget di costituzione, perché la società deve vivere, non solo nascere.
Lo stesso vale per gli adempimenti fiscali e contributivi successivi: non vanno confusi con il costo di apertura, ma vanno messi nello stesso foglio di calcolo. È lì che si evita l’errore più comune di chi guarda solo la firma dal notaio.
Gli errori che fanno salire il preventivo più del necessario
Il primo errore è confondere il capitale sociale con il costo della società. Se versi 2.500 euro di capitale, quei soldi non spariscono: restano nella SRL e possono essere usati per pagare fornitori, software, magazzino o marketing. Il secondo errore è chiedere un prezzo basso senza sapere cosa include davvero: spesso il “prezzo base” non copre consulenza, libri sociali, pratica fiscale o adempimenti di settore.
- Partire dalla voce più economica e non dal quadro completo.
- Sottovalutare i conferimenti speciali, che rendono più complesso l’atto e allungano i tempi.
- Ignorare la SCIA quando l’attività la richiede.
- Scegliere la SRLS solo per risparmiare oggi, per poi trasformarla presto in una SRL ordinaria.
- Non riservare cassa operativa dopo la costituzione, soprattutto se l’attività non genera ricavi immediati.
Una regola pratica che uso spesso è questa: se il preventivo di apertura ti sembra troppo buono per essere vero, quasi sempre manca almeno una voce accessoria. E quando quelle voci emergono dopo, il risparmio iniziale si assottiglia in fretta.
La cifra che terrei pronta prima di firmare
Se devo tradurre tutto in una soglia utile, io terrei pronta una cifra di almeno 2.000 euro per una SRL ordinaria semplice, senza contare il capitale sociale, e starei più sereno con 3.000-3.500 euro se voglio evitare sorprese. Se invece la struttura è molto lineare e l’obiettivo è solo partire con il minimo indispensabile, una SRLS può ridurre molto l’esborso iniziale, ma resta una soluzione adatta a progetti semplici e abbastanza standardizzati.
La decisione migliore non è quella che costa meno nel giorno della firma, ma quella che ti lascia abbastanza cassa per i mesi successivi e non ti costringe a rifare la società appena il business cresce. Se guardo il problema da un punto di vista finanziario, questa è la vera differenza tra una costituzione economica e una costituzione intelligente: la seconda non ti svuota il conto proprio quando hai più bisogno di liquidità.